John Hammond

La ribellione guidata da José Gabriel Condorcanqui, noto come Túpac Amaru II, fu una delle più importanti rivolte indigene contro il dominio coloniale spagnolo in America Latina. Iniziata il 4 novembre 1780, la rivolta si sviluppò nel Virreinato del Perù, coinvolgendo anche l’attuale Bolivia e parte del nord dell’Argentina. Il suo impatto fu tale da diventare un precursore delle guerre d’indipendenza sudamericane.

Cause della Ribellione

Le cause della rivolta risiedono principalmente nelle riforme borboniche imposte dalla Spagna, che aumentarono la pressione fiscale sulle popolazioni indigene e rafforzarono il potere dei funzionari coloniali spagnoli. In particolare:

  • Tributi esorbitanti e lavoro forzato nelle miniere di Potosí (mita).
  • Abusi dei corregidores spagnoli, incaricati dell’amministrazione locale.
  • Reparto mercantile forzato, un sistema che obbligava gli indigeni ad acquistare prodotti a prezzi elevati.

Queste condizioni provocarono un diffuso malcontento, soprattutto tra le comunità indigene, portando alla ribellione.

Lo Scoppio della Ribellione

Túpac Amaru II diede inizio alla rivolta il 4 novembre 1780 a Tinta, vicino a Cusco, catturando e giustiziando il corregidor Antonio de Arriaga. Dichiarò l’abolizione della mita mineraria, delle imposte abusive e persino della schiavitù degli africani. Il suo movimento attirò un vasto seguito, comprendente indigeni, meticci e persino alcuni criollos (creoli di origine spagnola nati in America).

Nei primi mesi, la ribellione ebbe notevoli successi militari, tra cui:

  • La vittoria di Sangarará (18 novembre 1780): un’importante battaglia in cui le truppe di Túpac Amaru sconfissero un esercito coloniale di 1.500 uomini.
  • La campagna nel sud del Perù e nell’Alto Perù (Bolivia): la rivolta si estese rapidamente, coinvolgendo diverse città e province.

La Reazione Spagnola e il Declino della Rivolta

La Corona spagnola reagì duramente inviando grandi contingenti militari, tra cui truppe da Lima, Buenos Aires e Cartagena. Il Virrey Jáuregui e il visitatore José Antonio de Areche mobilitarono un esercito di oltre 17.000 soldati, molti dei quali indigeni fedeli alla corona.

Tra dicembre 1780 e gennaio 1781, Túpac Amaru tentò di assediare Cusco, ma fu sconfitto a causa della superiorità militare spagnola e del tradimento di alcuni suoi alleati. A partire da quel momento, il movimento iniziò a perdere coesione.

Il 6 aprile 1781, dopo una serie di sconfitte, Túpac Amaru fu catturato insieme alla sua famiglia e ai suoi comandanti.

L’Esecuzione e le Conseguenze

Il 18 maggio 1781, dopo essere stato sottoposto a torture, Túpac Amaru II fu giustiziato brutalmente a Cusco: i suoi arti furono legati a quattro cavalli per squartarlo, ma il metodo non funzionò e fu infine decapitato. Sua moglie Micaela Bastidas, i suoi figli e molti dei suoi capi furono anch’essi giustiziati.

Dopo la sua morte:

  • Diego Cristóbal Túpac Amaru, suo cugino, continuò la lotta fino al 1783, ma fu infine catturato e ucciso.
  • Túpac Katari, un altro leader della ribellione in Bolivia, assediò La Paz con 40.000 uomini, ma fu anch’egli tradito e giustiziato.
  • La repressione spagnola fu brutale: oltre 100.000 persone furono uccise, molte delle quali attraverso carestie e malattie.
  • Il governo coloniale tentò di cancellare la cultura quechua, vietando l’uso della lingua e degli abiti tradizionali.

Impatto Storico

Nonostante il fallimento della rivolta, la ribellione di Túpac Amaru II:

  • Ispirò i movimenti indipendentisti in America Latina, tra cui le campagne di Simón Bolívar e José de San Martín.
  • Portò all’abolizione del sistema dei corregidores e del reparto mercantile.
  • Rafforzò l’identità indigena e il desiderio di autodeterminazione.

Un aspetto spesso trascurato della ribellione di Túpac Amaru II è il ruolo delle donne nella lotta. Micaela Bastidas, moglie di Túpac Amaru, fu non solo una compagna di vita, ma anche una stratega militare e amministrativa essenziale per il movimento. Supervisionava le comunicazioni, la logistica e la disciplina dell’esercito ribelle. Un’altra figura di spicco fu Tomasa Tito Condemayta, un’alleata indigena che comandò truppe femminili e contribuì alle vittorie iniziali. La partecipazione attiva delle donne in questa rivolta dimostra che il movimento non era solo una lotta di liberazione indigena, ma anche un’anticipazione di battaglie più ampie per i diritti e l’uguaglianza di genere nelle Americhe coloniali.

Micaela Bastidas: Il Cuore della Ribellione di Túpac Amaru II

Micaela Bastidas Puyucahua (1744-1781) fu una figura centrale nella ribellione di Túpac Amaru II e una delle prime donne rivoluzionarie delle Americhe. Moglie e consigliera del leader indigeno, Micaela non fu solo una presenza simbolica, ma un elemento chiave nell’organizzazione e nella conduzione della lotta. La sua intelligenza strategica, il suo coraggio e la sua dedizione la resero una delle protagoniste più importanti della ribellione, tanto da essere considerata co-leader del movimento.

Ruolo nella Ribellione

Micaela Bastidas si occupò di diversi aspetti fondamentali della rivolta, tra cui:

  1. Logistica e Comunicazioni
    • Organizzò il trasporto di armi e rifornimenti per l’esercito ribelle.
    • Mantenne una rete di informatori e messaggeri per coordinare gli attacchi.
    • Scrisse lettere strategiche per convincere le popolazioni locali a unirsi alla causa, spesso con un tono persuasivo e determinato.
  2. Gestione del Quartier Generale di Tungasuca
    • Supervisionava l’addestramento e la disciplina delle truppe.
    • Amministrava le risorse e assicurava il sostentamento degli insorti.
    • Si occupava della protezione delle famiglie dei ribelli e della popolazione civile coinvolta.
  3. Consulenza Strategica a Túpac Amaru
    • Fu tra i primi a intuire che aspettare troppo a lungo prima di attaccare Cusco avrebbe permesso agli spagnoli di riorganizzarsi.
    • Esortò Túpac Amaru a prendere decisioni più rapide e aggressive, consapevole che il tempo giocava a favore del nemico.
    • Dimostrò una visione politica chiara, comprendendo la necessità di un’alleanza più forte con i criollos per rafforzare il movimento.

Personalità e Influenza

Micaela Bastidas era descritta come una donna intelligente, carismatica e determinata. Le sue lettere mostrano una personalità pragmatica, consapevole delle difficoltà della ribellione ma fermamente convinta della necessità di combattere l’oppressione spagnola.
Era nota per il suo carattere severo, tanto che puniva personalmente chi disertava o mostrava segni di tradimento. Si dice che la sua sola presenza incutesse rispetto tra le truppe, molte delle quali la consideravano una madre e una guida spirituale.

La Cattura e la Tragica Fine

Dopo la sconfitta dei ribelli e il tradimento che portò alla cattura di Túpac Amaru II, Micaela Bastidas fu torturata e giustiziata il 18 maggio 1781 a Cusco. Gli spagnoli la condannarono a morte con una crudeltà estrema:

  • Fu frustata pubblicamente.
  • Le fu strappata la lingua per impedirle di parlare contro il regime coloniale.
  • Fu strangolata a morte davanti a suo marito e ai suoi figli.

Anche nei suoi ultimi momenti, si racconta che mantenne uno sguardo di sfida, dimostrando fino alla fine il suo spirito indomabile.

Eredità e Riconoscimento

Per lungo tempo, il contributo di Micaela Bastidas fu oscurato dalla storiografia ufficiale, ma oggi è riconosciuta come una delle più importanti eroine della resistenza indigena e femminile. In Perù, il suo nome è associato alla lotta per la giustizia e l’emancipazione dei popoli nativi.

Molte scuole, strade e istituzioni portano il suo nome, e il 18 maggio, giorno della sua esecuzione, è commemorato in Perù come un simbolo della lotta contro l’oppressione coloniale.

1. La Cattura e l’Esecuzione del Corregidor Antonio de Arriaga (4-10 novembre 1780)

Questo evento segnò l’inizio ufficiale della ribellione.

  • Antonio de Arriaga, corregidor di Tinta, era uno dei funzionari più odiati per l’imposizione di tasse abusive e il sistema di reparto mercantile.
  • Túpac Amaru II lo fece arrestare il 4 novembre 1780, costringendolo a scrivere lettere ai suoi colleghi per farsi inviare armi e denaro.
  • Dopo un rapido processo, il 10 novembre Arriaga fu pubblicamente impiccato nella piazza di Tungasuca, un atto che mandò un segnale forte a tutta la regione e ispirò migliaia di indigeni a unirsi alla ribellione.

2. La Battaglia di Sangarará (18 novembre 1780) – La Grande Vittoria di Túpac Amaru II

Considerata la più importante vittoria dei ribelli.

  • Dopo l’esecuzione di Arriaga, le autorità di Cusco organizzarono un esercito di 1.500 miliziani spagnoli e realisti, tra cui criollos e indigeni leali alla corona.
  • Questo esercito si accampò nel villaggio di Sangarará, credendo di avere un vantaggio.
  • Il 18 novembre 1780, Túpac Amaru II e le sue forze, composte da migliaia di ribelli armati di lance, archi e fionde, attaccarono e sconfissero il nemico.
  • Dopo la vittoria, i ribelli bruciarono la chiesa del villaggio, dove si erano rifugiati circa 500 spagnoli e loro alleati, uccidendoli.
  • Questo evento diffuse il panico tra gli spagnoli e portò all’adesione di molte altre comunità indigene alla ribellione.

3. L’Assedio di Cusco (Dicembre 1780 – Gennaio 1781) – Il Punto di Svolta

Túpac Amaru II tentò di prendere la capitale del sud del Perù, ma l’assalto fallì.

  • Dopo la vittoria di Sangarará, Túpac Amaru radunò circa 10.000 ribelli per assediare Cusco, difesa da 3.000 soldati realisti.
  • Il leader ribelle sperava che gli indigeni dentro la città si sollevassero, ma ciò non avvenne perché molti curacas (capi locali) erano fedeli alla corona spagnola.
  • Il 1° gennaio 1781, arrivarono 17.000 soldati di rinforzo da Lima e altre regioni, guidati dal comandante José del Valle e dal visitatore reale José Antonio de Areche.
  • Dopo una settimana di combattimenti cruenti, l’11 gennaio 1781, Túpac Amaru ordinò la ritirata, segnando una svolta negativa nella ribellione.

4. La Battaglia di Checacupe (5-6 aprile 1781) – La Sconfitta Finale

Questa battaglia portò alla cattura di Túpac Amaru II.

  • Dopo il fallito assedio di Cusco, gli spagnoli organizzarono una grande campagna militare per schiacciare la ribellione.
  • Le truppe realiste, ben armate e meglio organizzate, attaccarono il quartier generale ribelle a Tinta, scontrandosi con i ribelli a Checacupe.
  • Dopo intensi combattimenti, le forze di Túpac Amaru furono sconfitte e disperse.
  • La notte tra il 5 e il 6 aprile 1781, Túpac Amaru II tentò di fuggire verso Langui, ma fu tradito e catturato da alcuni suoi stessi uomini, che lo consegnarono ai realisti in cambio di clemenza.

5. L’Esecuzione di Túpac Amaru II (18 maggio 1781) – La Fine del Sogno di Libertà

Dopo la cattura, Túpac Amaru e la sua famiglia furono torturati per settimane per rivelare i nomi dei suoi alleati.

  • Rifiutò di tradire i suoi uomini, subendo atroci tormenti.
  • Il 18 maggio 1781, fu giustiziato nella piazza principale di Cusco, in modo particolarmente brutale:
    • Gli spagnoli tentarono di squartarlo vivo legandolo a quattro cavalli, ma non riuscirono a strappargli le membra.
    • Infine, fu decapitato e il suo corpo fu smembrato e disperso in varie città come monito.
  • Sua moglie, Micaela Bastidas, e i suoi figli furono anch’essi torturati e uccisi lo stesso giorno.

Episodi Collaterali e Continuazione della Ribellione

Dopo la morte di Túpac Amaru II, la ribellione continuò sotto altri leader:

  1. Diego Cristóbal Túpac Amaru (primo di Túpac Amaru II) proseguì la lotta fino al 1783, quando fu catturato e giustiziato.
  2. Túpac Katari guidò un grande assedio a La Paz (Bolivia) con 40.000 ribelli, ma fu tradito e squartato vivo nel novembre 1781.
  3. Bartolina Sisa, moglie di Túpac Katari, continuò a combattere fino alla sua cattura e impiccagione nel 1782.

Nonostante il fallimento, la sua lotta ispirò i movimenti d’indipendenza dell’America Latina nel XIX secolo.

Oggi, Túpac Amaru II è ricordato come un eroe nazionale in Perù, Bolivia e Argentina, simbolo di resistenza contro l’oppressione coloniale.