In un mondo fumettistico dominato da supereroi mascherati e minacce cosmiche, Martha Washington è un personaggio che combatte un altro tipo di battaglia: quella per la dignità, la giustizia e la sopravvivenza in un’America distopica, frammentata e corrotta. Nata dalla penna di Frank Miller e illustrata dal leggendario Dave Gibbons, la saga di Martha Washington è una delle opere più politicamente consapevoli e narrativamente solide degli anni ’90 e 2000.
Un’eroina del futuro con le cicatrici del presente
Martha Washington nasce nel 1995, in un ghetto degradato di Chicago noto come “The Projects”. Cresce in un’America dominata dalla violenza istituzionale, dalla povertà e dal razzismo sistemico. Dopo un’adolescenza turbolenta, riesce a entrare nel corpo militare della PAX, un’unità d’élite che dovrebbe rappresentare la pace… ma finisce per diventare strumento del potere.
La sua storia è un’odissea che attraversa guerre civili, rivoluzioni scientifiche, colpi di stato e invasioni spaziali. Eppure, al centro di tutto, c’è sempre una donna che resiste. Non con superpoteri, ma con determinazione, intelligenza e una forza morale incrollabile.
Le opere della saga
Give Me Liberty (1990)
Il primo volume, titolo ironico e affilato come una baionetta. Martha affronta la brutalità del sistema militare e si ribella alla propaganda che maschera l’oppressione come “ordine”. È una critica feroce al militarismo e al patriottismo distorto.
Martha Washington Goes to War (1994)
Mentre l’America implode in nuove guerre interne, Martha si ritrova tra i pochi in grado di fare la differenza. Qui Miller affonda la lama nella critica al potere mediatico e alla manipolazione della verità.
Happy Birthday, Martha Washington (1995)
Un episodio celebrativo e introspettivo che mostra Martha in vari momenti della sua vita, ricordandoci che sotto la divisa c’è una persona, non solo un simbolo.
Martha Washington Stranded in Space (1995)
Un racconto breve, quasi esistenziale, che la vede alle prese con la solitudine nello spazio profondo. Anche qui, la vera lotta è contro la disperazione.
Martha Washington Saves the World (1997)
Qui la narrazione prende una piega più fantascientifica. Martha affronta minacce globali e tecnologiche in una corsa contro il tempo per salvare l’umanità. È l’unica parte in cui il tono diventa più “comic book” nel senso classico, pur mantenendo la durezza tipica della serie.
Martha Washington Dies (2007)
Il capitolo conclusivo, amaro ma dignitoso. Martha muore, ma lo fa in piedi, da combattente. È un addio senza retorica, pieno di rispetto per ciò che rappresenta: il coraggio di chi, in mezzo all’inferno, sceglie di non arrendersi.
Temi e visione
Frank Miller qui non è quello di Sin City o 300. È più vicino a The Dark Knight Returns: visionario, nichilista ma mai cinico. La saga di Martha è uno specchio della società americana, ma anche una critica agli eccessi del patriottismo, all’ipocrisia delle istituzioni, e alla fragilità dei diritti civili in tempi di crisi.
Dave Gibbons, con il suo stile chiaro e narrativamente fluido (già celebre per Watchmen), bilancia la durezza della scrittura di Miller con una chiarezza visiva che rende la lettura scorrevole anche nei momenti più cupi.
Una serie dimenticata da riscoprire
Martha Washington non ha avuto l’impatto mediatico di altri lavori di Miller, ma è probabilmente il suo progetto narrativamente più coerente e politicamente lucido. È una saga che anticipa molte delle ansie moderne: disuguaglianza sociale, militarizzazione della società, propaganda mediatica, intelligenze artificiali e disumanizzazione del potere.
In un’epoca in cui le distopie sembrano sempre più documentari, Martha Washington suona come un avvertimento e un inno. Un invito a lottare, a dubitare, e a non perdere mai la propria umanità.